Intervista rilasciata a il sussidiario.net

Ben trovati, qui di seguito troverete il link, relativo ad una mia recente intervista di calciomercato, rilasciata a Franco Vittadini de il sussidiario.net. Il calcio sta ripartendo, è notizia dei pochi giorni fa l’imminente ripresa dei campionati professionistici anche in Italia: dopo mesi di incubo finalmente si ricomincia e possiamo iniziare anche a parlare , più’ serenamente , di calciomercato anche se prima devono essere completati i campionati in corso.

Buona lettura

https://www.ilsussidiario.net/news/bonaventura-lascia-il-milan-santone-a-torino-puo-trovare-posto-esclusiva/2026974/

quAndo si ricomincerà?

Sono trascorsi quasi due mesi dall’ultima partita di calcio giocata in Italia era il 9 marzo posticipo di campionato di serie C, Catanzaro-Bari rigorosamente a porte chiuse, la sera precedente si era svolto il derby d’Italia Juventus-Internazionale . Da allora tutto fermo, con il Covid-19 che si è appropriato di tutti i nostri spazi abituali, le nostre abitudini costringendoci ad un difficile periodo di isolamento. Svariate sono le ipotesi prese in considerazione per la ripresa dell’attività agonistica e dei relativi campionati, che comunque erano nella loro fase finale. La risoluzione del problema sanitario, con la necessità di limitare al massimo la possibilità di nuovi contagi è la priorità, di conseguenza, l’ attenzione è rivolta ai comitati scientifici atti a valutare i rischi ancora possibili, nonostante la curva pandemica sia in evidente e costante calo. Fermo restando, che fino a quando non si avrà un vaccino, le gare si svolgeranno a porte chiuse essendo troppo alto il rischio di contagiare masse di spettatori, l’orientamento della federazione nazionale e quello cercare in ogni modo di terminare le competizioni anche sforando il termine naturale della conclusione delle stagione ossia il 30 giugno, arrivando fino all’estate; simile orientamento è quello della UEFA, che vorrebbe portare a termine Champions League ed Europa League . Nel resto dell’Europa alcune federazioni hanno decretato la fine anticipata dei campionati, in Italia è stato deciso la fine anticipata di tutti i tornei giovanili con eccezione del campionato Primavera. Secondo le disposizioni del Governo, dal 18 maggio si potranno ricominciare gli allenamenti degli sport di squadra, pur dovendo seguire le rigide prescrizioni sanitarie, rendendo particolarmente difficile la prospettiva di riprendere le competizioni in tempi rapidi. Circa le categorie inferiori, stanno circolando le più svariate ,ma anche fantasiose ipotesi: in serie C , che ricordiamo è composta da tre gironi con venti squadre ciascuna che prevede la promozione di 4 formazioni le prime di ogni girone, più la vincente dei play off, cui partecipano tantissime squadre e che sono molto lunghi e complicati: bene si è ipotizzato, di promuovere in serie B le attuali capoclassifica nei tre gironi ossia al momento Vicenza, Monza e Reggina e poi si è parlato di una ipotesi sorteggio per decretare la quarta promossa, mi sfugge totalmente la ratio di questa proposta!!! ancora più incomprensibile è chi avrebbe proposto come quarta squadra il Bari al secondo posto nel girone C, a questo punto io mi chiedo ad esempio perché proprio il Bari( ricostituito nel 2018 dopo il fallimento) e non ad esempio la Carrarese seconda in classifica nel girone A, che dispone di una società strutturata, solida e che da anni investe per raggiungere questo obiettivo? Non si hanno notizie certe, ne decisioni sono state prese, quello che è certo è che il calcio comincia a mancare un po’ a tutti, e se dovremmo purtroppo stare lontano dagli stadi e quindi dalle emozioni pure ancora per molto tempo, forse fino al 2021, l’auspicio è che l’attività possa gradualmente ricominciare, anche accontentandoci di guardare le gare in tv e senza pubblico sugli spalti. La mia idea, assolutamente inusuale, è quella comunque di salvaguardare quanto fatto fino ad adesso, e quindi di prolungare l’attuale stagione fino al 2021: del resto stiamo vivendo un evento eccezionale, senza alcun precedente , di conseguenza potremmo adottare soluzioni che non hanno visto alcun precedente in passato. La mia idea è di ricominciare a giocare quando si sarà in sicurezza e di continuare da dove ci siamo interrotti, e portare a termine i campionati iniziati, tutti i campionati dalla serie A alla serie D quantomeno, ma anche possibilmente fino alla terza categoria. Quindi per la prima e speriamo unica volta nella storia del nostro calcio avere una stagione che si disputa su base biennale, la stagione 2019/2021, con assegnazione dello scudetto nel 2021, scaglionando le gare, e magari far disputare la coppa Italia al termine del campionato. Credo che questo, sarebbe il format più corretto ed equo per non vanificare gli sforzi fatti da luglio a marzo, sia economici, che agonistici. Non ci resta che attendere, dovremmo essere vicini ad una soluzione, fermo restando che la priorità resta comunque la salute di tutti Noi, bene da tutelare sopra ogni cosa!

LIBRI & PALLONI (3)

Ben trovati, questa nuova rubrica Libri & Palloni, che sta riscuotendo molto successo fra voi lettori, serve anche a me per fare il punto , su tutti i testi e volumi che ho letto fino ad adesso nella mia vita, in particolare mi rende edotto che la scelta di biografie , o comunque pubblicazioni sulla vita di sportivi, oppure sullo sport in generale costituiscono una percentuale importante del mio bagaglio da lettore, non lo avrei mai detto essendo appunto la lettura uno dei miei hobby preferiti dai tempi dell’Università, quindi ormai da almeno 26 anni, e apprezzando vari generi: soprattutto saggi, libri di storia, su personaggi storici del passato, ma anche di romanzi, soprattutto classici della letteratura italiana.

Oggi, la mia proposta di lettura va ad un libro pubblicato nel 2014 ,e letto da me in quell’anno, autobiografico dal titolo “Dura solo un attimo la gloria”-La mia vita scritto da un Monumento del calcio italiano: Dino Zoff.

Testo autobiografico dicevo, dove in prima persona l’autore percorre le fasi importanti della sua esistenza, dalla vita agreste in Friuli da bambino, dove il suo carattere introverso è stato forgiato, al rapporto con i genitori tutto casa e lavoro e della vita dura che avevano avuto: il papa’ era stato due volte in guerra sia in Africa nel 1935-1936 nella campagne coloniali, sia nella seconda guerra mondiale in Albania e Jugoslavia poi catturato dai Tedeschi e chiuso in campi di prigionia in vari posti in Europa prima di tornare a casa.

Molto curioso l’episodio, che porto’ Dino Zoff a vestire la maglia del Napoli, dopo gli esordi da giovanissimo all’Udinese e poi 5 eccellenti stagioni al Mantova , città nella quale conobbe la donna che sarebbe diventata sua moglie, era pressoché deciso il suo passaggio al Milan di Carraro, quando proprio nell’ultimo giorno di mercato il presidente del Mantova accetto’ l’offerta del Napoli 120 milioni di lire più’ un portiere, l’accordo, si narra, arrivò dopo la mezzanotte del 15 luglio, quindi teoricamente fuori tempo massimo per certificare il passaggio, ma il leggendario presidente del Napoli Achille Lauro ” O’ Comandante” , riusci’ a far aprire di notte l’ufficio postale per mandare la raccomandata col timbro del 15 luglio e l’affare fu concluso.

Particolare attenzione, l’autore la dedica al rapporto di amicizia fraterna che lo legava a Gaetano Scirea; ovviamente si parla anche diffusamente della vittoria del campionato del mondo di calcio di Spagna ’82 , con tutte le emozioni che scaturirono da quella avventura.

Molto risalto, viene dato anche al periodo successivo alla fine della carriera di calciatore avvenuta nel 1983 a 41 anni, in particolare al periodo vissuto nella Lazio, società nella quale con vari ruoli ed in due periodi è stato protagonista per 10 anni dal 1990/91 al 2001/02; l’ultima esperienza professionale è stata sulla panchina della Fiorentina nel 2005, riuscendo a salvare la squadra viola dalla retrocessione in Serie B.

Nelle pagine di questo libro, emerge il carattere, schivo, taciturno, serio ed equilibrato di Dino Zoff, è molto interessante leggerlo anche sotto questo punto di vista, per quello che è stato e sarà per sempre una leggenda dello sport italiano: il Mitico DINO!

Sport & Parole

Sciocco o Responsabile? Una storia mai raccontata

Una storia (mai raccontata), è in realtà un episodio della mia vita reale che rappresenta a tuttora il più grande rammarico, quantomeno calcistico, della mia esistenza. Una storia, della quale non sono mai riuscito a parlare, solo pochi parenti ne sono a conoscenza, ma che a distanza di quasi 14 anni può essere rivelata, anche per rispondere alla domanda che mi sono sempre posto: sono stato più SCIOCCO , oppure più RESPONSABILE ?

Siamo nel mese di Luglio 2006, il giorno 13 giovedì’ è per me molto importante uno di quei giorni fondamentali per la vita di una persona, al mattino è fissata la discussione della mia tesi di Laurea in Giurisprudenza presso l’ Università degli Studi di Siena, dopo tanti anni di studi, rinunce e sacrifici, si arriva al compimento di un percorso importante e decisivo per i futuri sviluppi professionali, ma anche personali.

In quell’estate come tutti ricorderete, si giocavano i mondiali di calcio in Germania , l’Italia anche contro i favori del pronostico, riesce a battere in semifinale nei tempi supplementari i tedeschi padroni casa , volando in finale a Berlino per la famosa finale del 9 Luglio 2006 contro la Francia, quella del quarto titolo mondiale. Subito per tanti italiani comincia la folle corsa per accaparrarsi in ogni modo e ad ogni prezzo un tagliando per la finale.

Non è il caso, di creare troppa enfasi, è una storia vera, io e la mia gemella otteniamo su nostra richiesta i biglietti mediante un accredito FIGC quindi, ovviamente, in modo assolutamente gratuito.

La finale era in programma alle 20 del 9 luglio a Berlino, l’unico modo per raggiungere la città era l’automobile: qui cominciarono i miei dilemmi interiori sulla fattibilità della cosa trattandosi di un evento storico, forse irripetibile a cui avrei potuto assistere dal vivo.

Mi brucia ancora moltissimo, ricordare quei momenti e quel periodo, quindi non mi soffermo su quello che mi avrebbe potuto dare assistere a quell’evento, soprattutto per come è andato l’incontro.

Come avete intuito, non mi sono recato a Berlino, mia sorella invece è andata, la mattina del 13 luglio ero riposato e tranquillo a Siena per diventare Dottore Magistrale in Giurisprudenza, quella giornata è stata comunque fantastica, ma il rammarico per non essermi recato a vedere la Finale nonostante l’accredito FIGC e i biglietti in tasca, da allora mi accompagna sempre.

Custodisco sempre il biglietto (intatto) della finale come uno dei cimeli a cui sono più affezionato e che vi faccio vedere:

Negli anni precedenti, avevo già seguito l’Italia ai Mondiali: nel 1998 in Francia sempre con accredito FIGC, sono stato a Marsiglia ed ho assistito allo stadio Velodrome all’ottavo di finale Italia-Norvegia, a tutt’oggi la più grande emozione calcistica vissuta in prima persona, ricordo i brividi durante l’Inno Nazionale e al gol di Christian Vieri . Nel 1990, ho assistito a tre partite fra le quali un ottavo di finale e un quarto di finale fra l’ Argentina di Maradona e la Jugoslavia unita prima della frantumazione politica dell’anno successivo. Immagino che assistere ad una finale e vedere alzare la Coppa del Mondo dall’Italia avrebbe superato tutte le emozioni vissute in precedenza.

Sono stato più Sciocco o Responsabile ? Questo è il quesito che oltre a me stesso ora pongo anche a voi!

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LIBRI & PALLONI (2)

In questi giorni di quarantena forzata, ma assolutamente necessaria, continuano i miei consigli “letterari”. Il virgolettato è d’obbligo: non ho la presunzione di definirmi recensore di libri, semplicemente in base alla mia esperienza ed in virtù’ di ciò’ che ho letto nel corso della mia vita, vi indico pubblicazioni che ho trovato molto interessanti con spunti significativi di riflessione; leggere, tra l’altro, di fatti, avvenimenti e aneddoti avvenuti molti anni fa, ti da l’idea dell’evoluzione di molte delle cose che viviamo oggi nel nostro presente.

Oggi vi propongo un libro che racconta la storia di un calciatore degli anni ’70 e 80′ dello scorso secolo, uno dei miei indiscussi idoli di bambino, stravedevo letteralmente per lui, non so per quale motivo, era un ottimo calciatore con pochi fronzoli, ho avuto la possibilità di vederlo giocare dal vivo e questo ne intensifica i miei ricordi. Con grande stupore e gioia, qualche anno fa facendo una ricerca on line ho scoperto che aveva scritto un libro, una biografia in particolare, incentrata sulla sua lunga militanza in una determinata squadra, ma che poi comunque ripercorre i fatti salienti della sua carriera, libro scritto a 4 mani con l’aiuto di un noto giornalista, ovviamente ho subito acquistato il libro e letteralmente divorato, il calciatore d’altri tempi e’ ARCADIO SPINOZZI.

Il libro, scritto con Stefano Greco è stato pubblicato nel 2009, io l ho letto nel 2015.

In questo testo, troverete aneddoti e dettagli della vita di Spinozzi e delle squadre e dei compagni con cui ha giocato nel corso della sua carriera sportiva che lo ha visto protagonista con maglie prestigiose come quelle del Verona , del Bologna e della Lazio con la quale ha giocato per 6 anni dl 1980 al 1986.

Dopo le 6 stagioni in maglia Lazio, Arcadio Spinozzi è passato nella stagione 1986/87 alla Reggina in serie C1 girone B, mentre nella stagione successiva ha giocato con L’Aquila in serie D, concludendo la sua carriera di calciatore al termine della stagione 1987/88.

Non voglio anticiparvi troppo, il libro è molto scorrevole e molto appassionante, da leggere tutto di un fiato, credo per altro che potrà essere giudicato interessante, anche da tanti under 30 che magari non hanno mai sentito parlare di Arcadio Spinozzi, su come funzionava il mondo del calcio anche in serie A in quel periodo.

Meritovoli di essere, quantomeno accennati, sono alcuni episodi: il primo riguarda il periodo in cui Spinozzi giocava nella Sambenedettese in serie c agli albori della sua carriera da calciatore, dove venne colpito da una patologia non bene definita, che lo costrinsero ad essere ricoverato in ospedale molto spesso, a vivere costantemente con qualche decimo di febbre addosso, con un fisico spossato e debilitato, per due anni un via vai di medici, cure antibiotiche , ospedali con il fisico che non reagiva e il calcio che diventava sempre più’ un ricordo lontano, con addirittura lo spettro dell morte come unica via per lenire le enormi sofferenze. Poi d’improvviso, trovato il medico giusto, ritrovata la luce e la carriera dopo due stagioni di completa inattività alla San Benedetto del Tronto, poteva finalmente ricominciare.

Un secondo episodio, anch’esso di toni drammatici e fortuiti, è datato 15 Aprile 1978, mentre giocava nel Verona, la squadra doveva disputare la gara campionato contro la Roma la domenica, a causa del maltempo non fu possibile per la squadra raggiungere Roma in aereo, quindi si opto’ per il viaggio in treno con “LA freccia della laguna” , treno extra lusso per quel periodo. Nella tratta tra Bologna e Firenze per lo smottamento, per via delle difficilissime condizioni meteo, di una collina tra Grizzana e Monzuno, il treno proveniente dalla direzione opposta un l’ Espresso 512 bis Bari-Trieste (che alcune ore prima a causa del crollo di un ponte sulla linea adriatica, dovette modificare il suo percorso e deviare sugli Appennini, viaggiando con 20 ore di ritardo) deraglio’ invadendo il binario accanto, proprio all’imboccatura della galleria, il treno con a bordo Spinozzi i suoi compagni del Verona ed altre 400 persone all’uscita dalla galleria non pote’ evitare l’impatto con l’altro treno e in pochi istanti si consumo’ il dramma come uno dei più’ grandi disastri ferroviari italiani di sempre. La tragedia, causò la morte di 50 persone e il ferimento grave di altre 200, i giocatori del Verona si salvarono per una incredibile coincidenza: la loro carrozza era la prima, quella attaccata al locomotore per intenderci, poco prima dell’impatto con l’altro treno, l’altoparlante annunciò che i passeggeri inseriti nel primo turno per i pasti potevano recarsi al ristorante, che era situato nella sesta carrozza, cosi i calciatori e lo staff si alzarono per raggiungere il sesto vagone, di li a pochi minuti mentre i camerieri stavano servendo i primi piatti, ci fu l’impatto violentissimo, se fossero rimasti nella prima carrozza non avrebbero avuto scampo, invece questa casualità fece salva loro la vita. Nel libro vengono decritti con cura dei dettagli quei terribili attimi, con toni drammatici e carichi dell’angoscia realmente vissuta.

Una vita da Lazio, è comunque principalmente incentrato sui suoi sei lunghi anni trascorsi con la maglia della Lazio, anni con risultati sportivi diversi da quelli attuali, è stato forse il periodo più’ difficile, ma non per questo meno bello e meno affascinante, vengono descritte le difficolta’ dei calciatori sul piano proprio contrattuale, era un calcio molto diverso rispetto a quello attuale, con meno garanzie: lo stesso Arcadio Spinozzi su questo fronte si è molto battuto in rappresentanza anche dei suoi compagni, per vedersi riconosciuti anche i minimi diritti garantiti, in quanto lavoratori oltre che calciatori.

Terminata la carriera di calciatore, Spinozzi è rimasto comunque nel calcio, avendo esperienze significative è stato per due anni osservatore della Juventus, ed anche collaboratore tecnico di Perugia e Udinese, ha allenato in Ghana, e si è seduto sulle panchine di Molfetta e Sant’Egidio.

Il mio auspicio per voi è che leggendo questo libro imparerete a conoscere il personaggio Spinozzi, ad apprezzarne le doti umane e di lealtà sportiva.

#IORESTOACASA

Ben trovati,

in questi giorni, cosi difficili, non possiamo che uniformarci alle direttive che ci arrivano dai nostri governanti; nel calcio, come sapete bene, si gioca in 11, si vince in 11 e, a volte si perde, cosi’ idealmente noi siamo 11 giocatori, tutti uniti sotto una unica bandiera per vincere la partita più’ importante!

Tanta retorica è inutile ma mai come adesso, facendo ciascuno la nostra parte, saremo in grado di influire positivamente sulla situazione difficile in cui ci troviamo.

Nei giorni scorsi mi ha colpito uno dei tanti flash-mob organizzati, di sera sul terrazzo tutti con una luce accesa, spesso la torcia dei propri telefoni cellulari: c’è stato un grande senso di condivisione e di vicinanza in un momento buio, tante piccole luci accese, luci di speranza per chi non si arrende e crede in un futuro luminoso fuori dall’oscurità di queste settimane!

Lo slogan IO RESTO A CASA, di conseguenza, ci deve unire tutti per vincere la gara più’ difficile, per vendicare chi ha combattuto ma è caduto, per proteggere le persone che amiamo, per NOI il nostro popolo!

Sono certo che tra qualche mese, esulteremo tutti insieme sotto un unica bandiera quella Verde Bianca e Rossa!

Libri & Palloni (1)

In questo periodo, funestato dalle terribili notizie derivanti dalla pandemia Covid-19, che dopo l’escalation di contagi e di vittime avvenuta Italia sta velocemente contagiando tutto il globo, con tutti gli eventi sportivi di tutte le discipline sospesi in ogni ordine e grado: esordisco con questa nuova rubrica che, spero possa essere gradita e apprezzata non solo in questo periodo di permanenza forzata in casa per cercare di arginare il contagio, ove quindi una buona lettura costituisce senz’altro un utile e piacevole passatempo, ma anche in futuro.

Moltissimi sono i libri scritti sul mondo del pallone e dei palloni intesi come sport , anche oltre il calcio, biografie, romanzi , saggi ecc.

Oggi vi consiglio un libro dal titolo “Calcio Totale” sulla vita calcistica e non di Arrigo sacchi, scritta dallo stesso “mister” di Fusignano con l’ausilio di Guido Conti, libro del marzo del 2015 che io ho letto nel maggio del 2015.

Questo libro, molto bello per altro a mio avviso, è scritto con uno stile snello e fluente, dando la possibilità al lettore di appassionarsi senza mai annoiarsi, e da la possibilità di capire i dettami tattici del calcio totale adottati da Mister Arrigo Sacchi, soprattutto all’apice della sua carriera, ossia alla stagione 1987/88 quando di fatto invento’ un nuovo modo di giocare a calcio.

Il libro, esamina anche aspetti personali della vita di Sacchi dalla sicurezza data dalla sua famiglia la moglie Giovanna e le figlie, fino ad un male invisibile, che ne ha condizionato pesantemente la carriera costituito da stress, ansia, tensione che ha sempre cercato di gestire seppur tra molte difficoltà.

Vengono raccontati, numerosi aneddoti che hanno accompagnato tutta la sua carriera, dagli esordi nel settore giovanile della Fiorentina, alle esperienze al Rimini, dove fece esordire tra i professionisti un giovanissimo Fernando De Napoli, all’epoca in prestito dall’Avellino, che poi incontrerà successivamente nella sua carriera, ed allenerà’ in nazionale.

I capitoli, più’ interessanti, sono comunque , a mio avviso, quelli incentrati sulla nascita, l’evoluzione e poi la maturazione dello stile di gioco di Arrigo Sacchi, che lo hanno reso celebre, oltre ad aver conquistato il mondo avendo vinto in quegli anni alla guida del Milan per due volte la Coppa Intercontinentale, diventando quindi campione del mondo per club. Sono gli anni in cui Sacchi si trova alla guida del Parma, dove con una squadra eccezionale , che di li a poco con quella ossatura arriverà in serie A e scriverà pagine indelebili sotto la guida di Calisto Tanzi. Ai tempi il proprietario e presidente era Ceresimi, con il quale Sacchi ottenne al primo anno la promozione dalla C1 alla B ed al secondo anno sfioro’ la promozione in serie A, plasmando la squadra secondo il 4-4-2 che poi lo avrebbe reso famoso e che strego’ Silvio Berlusconi al punto di puntare su di Lui, per la stagione 1987/88 , un esordiente in Serie A, mai intuizione fu più’ azzeccata. Nelle pagine che si susseguono, Sacchi spiega bene, che tipo di allenamenti eseguiva, per raggiungere la perfezione nei movimenti, che i giocatori dovevano effettuare in campo, non esistevano ruoli predefiniti, tutti dovevano occuparsi sia della fase difensiva che essere capaci nel contrattacco di essere efficaci in fase offensiva, era un calcio dove non c’era spazio per i fantasisti, non funzionali al suo gioco, e dove il portiere doveva essere molto bravo con i piedi partecipando attivamente alla costruzione delle azioni offensive.

Questo modello di gioco , appunto il ” calcio totale” ha fatto di Arrigo Sacchi una leggenda del calcio mondiale, questo libro lo racconta molto bene sotto molti punti di vista e che io, sento di consigliarvi, come un ottima lettura per tutti gli appassionati di pallone e di sport in generale.

La più’ bella del reame

Lo scorso week end, verrà sempre ricordato, come il week end della paura, dove il feroce, ed in certi casi letale, virus proveniente dalla Cina, irrompe prepotentemente in Italia, con l’aumento esponenziale del contagio e le conseguenti misure drastiche volte al contenimento dei focolai accesi.

Il mondo del calcio ,non ha fatto eccezioni, con molti incontri in programma nel nord Italia che sono stati rinviati, ma non tutti, si è giocato, infatti fra gli altri, l’incontro fra Genoa e Lazio che ha visto il successo dei capitolini per tre a due, contro un Genoa tutto cuore, seppur con imbarazzanti limiti tecnici, che ha, però, messo in bella mostra il giovane sarzanese Francesco Cassata, autore di una prova maiuscola e di una rete meravigliosa.

AD VICTORIAM campeggiava su uno degli striscioni dei tifosi biancocelesti ” alla vittoria”, e cosi è stato: l’ennesima la diciottesima in 25 partite, la diciassettesima nelle ultime 20 partite , una squadra oliata a perfezione dove ognuno sa ciò’ che deve fare, dove i giocatori si trovano a memoria supportata da una classe ed una tecnica infinita di molti dei suoi interpreti ,magistralmente guidati dal direttore d’orchestra Simone Inzaghi.

In questo, scenario difficile, dove vige grande incertezza sul proseguo della stagione ed , eventualmente con quali regole (disputare le gare a porte chiuse?), indipendentemente da come andranno le cose la Lazio ha già vinto: innanzitutto è aritmeticamente ad un passo la qualificazione alla prossima Champions League , vero obiettivo della stagione, è avanti di 17 punti sulla Roma, nella particolare, ma sempre attuale e sentita sfida stracittadina, e poi ha vinto sugli scettici , che non avrebbero scommesso un euro sui risultati fin qui raggiunti.

L’eliminazione dalle coppe , pur dolorosa , è servita per consolidare la posizione in classifica, seconda in questo momento ad un punto dalla Juventus : non illudiamoci, Juventus e Inter hanno un organico numericamente superiore, con molte più rotazioni a disposizione, la Lazio ha un blocco di 15-16 giocatori che giocano sempre, ma che fino a questo momento, sono stati sempre all’altezza della situazione.

Ciro Immobile, sta inseguendo la scarpa d’oro e il record di marcature in serie A, con 27 gol segnati in 25 gare sta mantenendo una media di oltre un gol a partita; Luis Alberto si imposto a grandissimi livelli dotato di una classe elevatissima e superiore alla media cosi come Lucas Leiva che da quando è arrivato non ha fatto mai rimpiangere un altro Lucas (Biglia), passato al Milan con tante polemiche nel 2017; Milinkovic-Savic un calciatore incredibile universale direi, un fuoriclasse assoluto; Acerbi che ha offuscato il ricordo di De Vrij e tutti gli altri giocatori che stanno dando il massimo remando nella stessa direzione, consapevoli della loro forza e dei risultati straordinari che stanno conseguendo.

Infine i tifosi, incredibili la vera arma in più , anche a Genova in massa, è stato per la Lazio quasi come giocare in casa, messe da parte le polemiche legate all’operato del presidente Lotito , stanno sostenendo e spingendo la squadra verso traguardi impensabili, ma sognare non costa niente, anzi di questi tempi, evadere talvolta dalla realtà difficile di questi giorni, non puoi che fare bene.

L’ Anno che va…

Il 2019 sta terminado, è notizia di pochi giorni fa l’esonero di Carlo Ancelotti dalla conduzione tecnica del Napoli, nonostante la qualificazione alla fase ad eliminazione diretta della Champions League: il settimo posto in campionato, la vetta della classifica lontana 17 punti e soprattutto il clamoroso ammutinamento dei calciatori più’ rappresentativi, che si sono rifiutati di partecipare ad un ritiro punitivo, voluto dal trainer emiliano qualche settimana fa hanno causato questa clamorosa spaccatura, che ha determinato il divorzio con uno dei tecnici più’ titolati della storia del calcio italiano. Carlo Ancelotti, ha infatti vinto il campionato nazionale nei principali campionati europei , è stato infatti campione d’Italia con il Milan, campione d’Inghilterra con il Chelsea, campione di Francia con il Paris Saint Germain e campione di Germania con il Bayern Monaco; e ha vinto la Coppa dei Campioni con Milan (due volte) e Real Madrid. L’esonero, arriva, paradossalmente, nella stagione in cui il Napoli aveva colmato le poche lacune che poteva avere negli anni passati, inserendo il fuoriclasse Lozano, e acquistando il centrale difensivo Manolas, oltre a garantire più’ soluzioni anche offensive con l’esperto Fernando Llorente; il Napoli a mio avviso , quando si è espressa al pieno delle sue potenzialità ha mostrato il miglior calcio della serie A, purtroppo è capitato raramente, lo stesso presidente De Laurentiis, ha manifestato, chiaramente, di preferire un gioco marcatamente offensivo, criticando, seppur velatamente, le scelte tattiche adottate.

Nella prima parte delle competizioni europee, è andata bene, ma non benissimo: la Lazio è stata eliminata, concludendo al terzo posto il suo girone, davanti al Rennes, ma dietro al Cluj e al Celtic, se in campionato vola con i suoi titolatissimi con il terzo posto in classifica a 5 punti dalla vetta, in Europa , come le succede ormai da due stagioni, non è riuscita ad esprimere lo stesso livello di gioco, soprattutto, non ha avuto risposte concrete dai giocatori che in campionato hanno ricevuto uno scarso minutaggio come il gigante Vavro, su cui sono stai investiti 10 mln di euro, oppure lo stesso Valon Berisha, arrivato lo scorso anno per 15 mln di euro, ma mai all’altezza della sua fama con i biancocelesti. Un autentico miracolo sportivo, lo ha costruito l’Atalanta, partita malissimo perdendo addirittura 4-1 all’esordio con la Dinamo Zagabria, perdendo poi in casa con lo Shaktar all’ultimo minuto, ma incredibilmente qualificata, con una rimonta impronosticabile e vincendo nel secondo tempo l’ultima sfida in Ucraina: sta scrivendo la storia , la sua storia in queste settimane e la storia del calcio italiano, per un impresa e, comunque, più’ ampiamente di un periodo della storia del calcio italiano ed europeo che rimarrà impresso e tramandato a tutte le generazioni di appassionati, come lo scudetto del Cagliari di Gigi Riva, o del Verona di Osvaldo Bagnoli o le epopee del Nottingham Forest di Brian Clough. Male invece, l’Inter, che non si è dimostrata all’altezza del palcoscenico europeo, il suo allenatore , non fa altro che lamentarsi, puntando il dito sul mercato estivo, a me sembra che invece sia stato ampiamente accontento, acquistando fra gli altri, il grande centravanti belga Lukaku e i centrocampisti Sensi e Barella, ormai punti fermi della Nazionale di Mancini e acquistati a peso d’oro da Sassuolo Cagliari.

In serie A, due grandi sorprese Verona e Lecce, i cui allenatori Liverani e Juric , stanno conducendo in acque tranquille; ai nastri di partenza, complice un mercato senza colpi ad effetto, sembravano le squadre più’ accreditate ad un veloce ritorno in serie B, invece entrambe hanno ottenuto dei lusinghieri risultati, anche contro formazioni molto blasonate, tanto da essere sempre state in posizioni tranquille di classifica durante il girone di andata.

Roberto Mancini, ct della Nazionale maggiore, ha completato un autentica rivoluzione, ritrovando attaccamento ed entusiasmo, ricostruendo da zero, ripartendo dalle ceneri e i cocci lasciati da Ventura, tornato alle realtà più consone alla sua altezza come la Salernitana in serie B. La Nazionale di Mancini, ha stabilito il record di vittorie consecutive nell’anno solare ben 9, conquistando con scioltezza la qualificazione agli europei itineranti del 2020.

Il Monza in serie C, a dicembre, si trova già’ virtualmente in serie B, in un girone seppur difficile, con team eccellenti come Carrarese e Novara, la squadra brianzola guidata da Berlusconi e Galliani, ha dieci punti di vantaggio sul Pontedera e non mostra segni di cedimento , anzi si parla di innesti molto importanti provenienti dalla serie A, che saranno utili soprattutto nel prossimo e assai probabile campionato di serie B. Restando in terza serie , vediamo come molte società si trovino ancora in forti difficoltà economiche, fra queste spicca il Catania, che stando alla situazione attuale, rischia seriamente il fallimento, nonostante stia comunque disputando un buon campionato, essendo dentro il lotto delle formazioni che parteciperebbero ai play-off , in un girone C , che di fatto è una sorta di serie b, che vede molte società blasonate, come Avellino, Reggina, Bari , lo stesso Catania , il Catanzaro , la Ternana e il Rende.

Fra i giovani calciatori italiani la mia personale classifica vede al terzo posto Gaetano Castrovilli della Fiorentina, una calciatore che ho seguito molto, nel campionato di serie B negli ultimi anni con Bari e Cremonese, che quest’anno ha avuto un impatto devastante alla sua prima stagione in serie A, conquistando anche la Nazionale maggiore; al secondo posto Sandro Tonali del Brescia, nonostante le difficoltà della squadra lombarda , tornata in serie A dopo molti anni, Tonali sta confermando le qualità che si erano viste in serie B, rappresentano il faro del centrocampo del Brescia, anche lui ha conquistato la nazionale maggiore e l’interesse di team molto blasonati, che in estate parteciperanno all’asta per aggiudicarselo; al primo posto Nicolo’ Zaniolo, per lui una crescita esponenziale, oramai leader sia nella Roma che nella nazionale: nella Roma ha la possibilità di migliorarsi quotidianamente , grazie soprattutto alla qualità dei suoi compagni di squadra, ma Zaniolo, rimane a mio avviso il giocatore con maggiore tecnica: di recente sta acquisendo anche quella cattiveria agonistica che lo scorso anno forse gli mancava, che lo stanno forgiando, anche dal punto di vista caratteriale.

Per concludere qui di seguiti chi a mio avviso si è maggiormente distinto nel corso dell’anno:

Miglior Giocatore italiano :

Ciro Immobile

Miglior Giocatore in assoluto :

Lionel Messi

Miglior Giovane in assoluto:

Nicolo’ Zaniolo

Migliore squadra italiana:

Juventus

Migliore squadra in assoluto:

Liverpool

Migliore allenatore in assoluto:

Jurgen Klopp

Migliore allenatore italiano:

Gian Piero Gasperini.

INTERVISTA A ME STESSO

Cari lettori, la stagione sportiva è iniziata da un mese esatto, e il calcio quello vero sta per cominciare, mentre si intensificano le trattative di calciomercato che ha vissuto già metà del suo percorso estivo, in questa intervista a me stesso ,spero di attrarre il vostro interesse sugli argomenti che intendo trattare: è la prima volta che mi cimento in una cosa del genere, speriamo che i risultati siano positivi!

Parliamo di calciomercato chi in serie A fino a questo momento ha operato meglio?

Indubbiamente dopo un mese di calciomercato, è, a mio avviso, la Juventus la società che ha operato nel modo migliore, per cercare di elevarsi ulteriormente e ridurre ancora di piu’ il gap con i top club europei. In Italia da anni non ha rivali sappiamo che l’obbiettivo principale ora sia la conquista della Champions League , solo sfiorata negli ultimi anni, certo con l’arrivo di Sarri sulla panchina, cambia il modo di giocare, ci vorrà un periodo di assestamento, ma l’organico che si sta delineando è davvero da TOPclub. Il grande ritorno di Buffon tra i pali, l’arrivo nella retroguardia del capitano dell’Ajax semifinalista in champions De Ligt, gli ingaggi a centrocampo di Rabiot e Ramsey , tutti top player di altissimo livello . In queste ore ,mentre scrivo, è avviatissima la trattativa con il Manchester United per portare a Torino il fortissimo e potente centravanti Lukaku ex Everton , che garantirebbe con Cristiano e con gli esterni offensivi a disposizione di Sarri un attacco davvero atomico. L’unico neo , per adesso è una rosa eccessivamente ampia, sappiamo che Sarri storicamente effettua rotazioni con un numero ristretto di calciatori , quindi la società deve essere altrettanto brava nella fase di uscita degli elementi non strettamente funzionali al progetto in modo da non creare malumori e da non sperperare un patrimonio calcistico importante .

Che mercato stanno facendo Napoli e Inter , le più’ probabili rivali della Juventus nella corsa allo scudetto?

Il Napoli bene , anche se un centravanti va acquistato , e anche qui la rosa sfoltita, sono stati confermati tutti i migliori giocatori , arrivato Manolas che insieme al Koulibaly formerà la coppia probabilmente più’ granitica di tutto il campionato (mentre l’inter avrà il tridente difensivo in assoluto più’ forte), sono partiti Rog e Diawara e forse partirà Verdi per fare cassa, dovesse arrivare Lozano dal PSV sarebbe competitiva per puntare a giocarsi lo scudetto fino all’ultimo. L’Inter? L’acquisto Top è ovviamente quello di Antonio Conte, con la sua personalità e grinta che riesce a trasformare in energia positiva per i suoi calciatori, ma il mercato e’ insufficiente fino a questo momento per il problema attacco, con Icardi fuori rosa e per altro difficile da piazzare, stanno sfumando i principali obbiettivi, resta sempre viva la pista Dzeko , un grandissimo attaccante ,ma comunque datato classe 1986, è arrivato Barella un ottimo colpo, ma per il momento la squadra non è completa, ci sarà da lavorare molto del mese di agosto.

Quale società sta operando bene , meglio rispetto alle attese?

Secondo me, la Sampdoria sta operando molto bene, nonostante si susseguano voci, di un imminente cambio di proprietà , il DS Carlo Osti, sta operando per il meglio: è stato scelto un ottimo allenatore come Di Francesco , con una grande voglia di rivalsa, dopo l’esonero con la Roma, in difesa sono arrivati due grandissimi calciatori come l’ex Inter Murillo e soprattutto il laterale nazionale Under 21 Fabio De Paoli ex Chievo, uno dei migliori italiani in quel ruolo classe 1997.

Chi sarà il migliore giovane italiano della stagione?

Io personalmente, stravedo per Nicolo’ Zaniolo, un calciatore dalla tecnica cristallina, non penso si debba parlare di consacrazione, perché’ lo scorso anno da esordiente , ha giocato una stagione strepitosa: esordendo prima in champions a Madrid da titolare che in campionato; essendo convocato in Nazionale maggiore ancor prima di esordire in Serie A; segnando dei bellissimi gol con la Roma. Nel finale di stagione si è un po’ perso ma e’ normale per un diciannovenne, che ha vissuto cosi tante emozioni in cosi poco tempo, la fortuna di questo ragazzo è di avere una famiglia molto solida alle spalle ,con il papa Igor ,ex grande centravanti a sua volta, pronto a consigliarlo per il meglio, pronta a sostenerlo e a stargli accanto nel modo giusto, nei momenti di difficoltà. Se migliora un pochino sotto il piano caratteriale , è destinato a diventare uno dei più grandi di sempre nel suo ruolo.

Da chi si aspettava di più a questo punto?

Il mercato è ancora lungo, la Fiorentina di Commisso sembrava portare avanti chissà quali proclami, ma per ora sta pensando soprattutto a sfoltire un organico esagerato, anche se è in dirittura d’arrivo l’acquisto di Lirola, che sarebbe un un innesto di grandissima qualità.

Le altre di serie A?

Benino le tre neo promosse anche se gli organici vanno ulteriormente arricchiti, se si vuole lottare fino all’ultimo per la permanenza in massima divisione. Sono moto curioso di vedere all’opera Tonali nel Brescia per vedere se è in grado di imporsi anche in A. Le romane benino , la Lazio ottimo colpo con Lazzari, ma l’ago della bilancia è sempre Milinkovic-savic. Ottimo il mercato del Bologna, con l’incognita allenatore, vedremo se le prolungate assenze di Mihaijlovic , produrranno un effetto negativo sui giocatori. Milan ancora indecifrabile, bene il Toro che sta affrontando l’Europa League con grande determinazione.

Cosa pensi del Palermo In serie D?

Penso, che era ora di essere rigidi nel rispetto delle regole, il Palermo è stato lo scorso anno ad un piccolo passo dal ritorno in serie A, ma senza avere le fondamenta sotto i piedi: ripartendo dal basso, potrà fortificarsi e quando tornerà a grandi livelli avere una struttura tale da non incorrere più negli stessi errori: un po’ quello che è successo al Parma, ma questa cosa deve anche far pensare che una società calcio deve essere guidata , prima di tutto da amanti del calcio e possibilmente tifosi della società stessa, senza dare spazio ad imprenditori a caccia, soprattutto, di notorietà e con interessi sottostanti diversi .

Le regine del mercato in serie b e in serie c?

In serie B l’Empoli , pronto probabilmente verso l’ennesimo ritorno in serie A. In serie C, il Monza di Berlusconi e Galliani sta allestendo una formazione già da serie B, anche se la cadetteria va conquistata sul campo.

Cosa pensa dell’istituzione della Agente sportivo , del ritorno al passato, anche se con qualche ritardo?

Io sono diventata Agente Fifa nel settembre del 2007, superando l’esame a Roma rispondendo correttamente a 18 delle 20 domande oggetto dell’esame , che in quell’occasione oltre che da me venne superato da circa il 10% dei candidati. Quando venne istituita la “liberalizzazione” nel 2015, fu un colpo al cuore per me e tanti altri come me che hanno sudato quel titolo, vedere il moltiplicare delle figure di agente da soggetti “senza Arte ne parte “. Noi agenti pre 2015 ci siamo opposti da subito a questa liberalizzazione costituendo un nostro apposito sindacato : IAFA Italian Association Football Agents , e finalmente da quest’anno si è ritornati al passato, con l’estromissione dall’albo degli agenti che non hanno sostenuto l’esame, anche se a questi è stata concessa l’opportunità di operare in sede di calciomercato fino a fine anno. Questa ultima deroga e’ ,a mio avviso , estremamente ingiusta, suffragata da un indirizzo normativo contrario; comunque sia il ripristino dell’esame abilitativo da sostenere ora davanti al Coni e alla FIGC, rappresenta una grande vittoria per noi Agenti in virtù’ del superamento dell’esame , quindi sono molto favorevole all’istituzione del nuovo registro federale ( al quale sono iscritto con numero 0346) e alla modifica dei termini per esercizio della attività di agente sportivo in ambito calcistico.

Infine cosa pensa del calcio femminile?

Il calcio femminile, è in costante ascesa nel nostro paese, questo perché è cambiato il modo di approcciarci ad esso. Ho sempre seguito, il calcio delle donne, in passato i match anche del massimo campionato, venivano disputati in campi periferici, con pochissimi appassionati sugli spalti e scarsissimo rilievo mediatico per gli eventi. Negli ultimissimi anni , invece, abbiamo scoperto, che le calciatrici oltre ad essere molto belle ed aggraziate, sanno anche giocare a pallone, quello che serviva era dare maggiore ” appeal” e visibilità a tutto il movimento, e grazie all’allestimento di rose anche competitive , da parte di società importanti al maschile che hanno aperto una sezione femminile, rilevando spesso i diritti di società meno blasonate, hanno fatto crescere in brevissimo tempo, ed in modo esponenziale l’interesse del pubblico per il calcio femminile.