Dopo mesi di trono vacante, all’indomani della ormai ennesima non qualificazione azzurra alla fase finale di un campionato del mondo di calcio( la terza consecutiva per i lettori piu’ giovani), per altro edizione estesa a ben 48 nazioni, il neo presidente della FIGC ,Malago’, ha nominato Roberto Mancini in qualità di nuovo ( di nuovo) Commissario Tecnico della Nazionale Italiana di calcio.
Dopo le dimissioni di Gattuso( ora alla Lazio) , era stato deciso per un interim , per le gare amichevoli di giugno, al tecnico della Nazionale Under-21 Silvio Baldini, uomo anticonformista per natura e fuori da tutti i proverbiali schemi, che si è fatto apprezzare da , quasi , tutti per la sua schiettezza e per esprimere , senza peli sulla lingua, quelle che sono le sue convinzioni. Tuttavia, nonostante , abbia conquistato i “puristi” del gioco, si è inimicato i pochi forti potenti del pallone di casa nostra, proprio perche’ la diplomazia non è un arte che fa parte del suo bagaglio personale, del suo background potremmo dire. In questo lungo interregno, si sono avvicendate varie figure manageriali volute e scelte da Malago’ come Paolo Maldini e Leonardo a cui era stato dato il compito di avviare la ricostruzione azzurra , partendo dalla nomina del nuovo CT. I primi nomi della lista erano Carlo Ancelotti, reduce dalla prematura eliminazione del Brasile nella fase finale della Coppa del Mondo, e Josep Guardiola, il tecnico piu’ titolato al mondo reduce da un decennio di trionfi al Manchester City. Dopo che entrambi hanno declinato a “malincuore” l’offerta , la scelta è caduta su Andrea Pirlo, la nomina sembrava effettiva solo pochi giorni addietro, finchè è venuto a galla che lo stesso Pirlo fosse testimonial di un sito di scommesse online, per motivi etici anche questa candidatura è stata abbandonata, ed ha provocato le dimissioni di Maldini e Leonardo, come solo qualche settimana prima si era dimesso Gigi Buffon. A questo punto, con la Nazionale che dopo varie settimane di tentativi era ancora orfana di una guida, il Presidente Malago’ decide di uscire dal vicolo cieco creato nominando Roberto Mancini Ct e Claudio Ranieri (classe 1951) Dt.
Roberto Mancini, lo conosciamo tutti, da calciatore solo serie A per lui, con Bologna, Sampdoria e Lazio, piu’ 4 partite nel Leicester dopo essere tornato a giocare, dopo aver fatto mezza stagione come vice di Eriksson nella Lazio. Da tecnico Lazio, Internazionale, Fiorentina , Manchester City, Zenit San Pietroburgo e Galatasaray fra i club, con numerosi titoli conquistati. Con la Nazionale Italiana nel 2021 una insperata ed incredibile vittoria nel Campionato Europeo svolto nel Regno Unito.
L’anno successivo però, l’Italia doveva conquistare la qualificazione al campionato del mondo, non avendo vinto il proprio girone toccarono i minacciosi spareggi, la semifinale sarebbe stata con l’abbordabile Macedonia del Nord, ma nonostante le premesse allo stadio di Palermo con un gol nel recupero del secondo tempo la Macedonia del Nord vince per 1-0 eliminando l’italia, che per la seconda edizione consecutiva, non avrebbe partecipato alla fase finale della Coppa del Mondo. Pochi mesi dopo ecco la proposta milionaria per diventare Ct della ricchissima Arabia Saudita, con la Saudi Pro League che in quel periodo stava facendo incetta di campioni, per rilanciare il suo torneo, infatti nella varie squadre arrivarono, in poco tempo fra gli altri: Cristiano Ronaldo, Karim Benzema e Segej Milikovic-Savic tutti con ingaggi faraonici è il caso di dirlo. A Mancini offrirono circa 30 milioni (di dollari ? euro?) all’anno per allenare la Nazionale, il Ct della Nazionale Italiana, con una Pec, rassegno’ le dimissioni, e pote’ firmare il ricchissimo contratto saudita.
Il nostro di nuovo Ct, in pochi minuti ha abbandonato la barca che stava affondando per andare a intascarsi una montagna di soldi, senza problemi come se nulla fosse, dimostrando di non avere nessun attaccamento, per la nazionale, che non rappresenta solo, a mio avviso, una squadra di calcio, ma è rappresentativa della propria identita’ di italiani, un pezzo della propria patria, da onorare e rappresentare al di la’ di ogni condizione economica.Capite bene, il motivo per il quale sono particolarmente contrariato da questa nomina, che e’ innazitutto una minestra riscaldata che a me e a molti andra’ indigesta, ma soprattutto perche’ torna in sella un uomo, che non si era fatto scrupoli ad andarsene dall’oggi al domani, solo spinto da interessi di natura economica e personale, mettendo in secondo piano il sentimento nazionale che tutti dovremmo salvaguardare da veri Italiani.
Aldila’ di come andra’, e dei successi che speriamo tutti tornino, abbiamo perso un’altra buona occasione per cambiare in meglio le cose e per dare una sterzata al sistema calcio italiano, sempre piu’ alla deriva.





