LIBRI & PALLONI (2)

In questi giorni di quarantena forzata, ma assolutamente necessaria, continuano i miei consigli “letterari”. Il virgolettato è d’obbligo: non ho la presunzione di definirmi recensore di libri, semplicemente in base alla mia esperienza ed in virtù’ di ciò’ che ho letto nel corso della mia vita, vi indico pubblicazioni che ho trovato molto interessanti con spunti significativi di riflessione; leggere, tra l’altro, di fatti, avvenimenti e aneddoti avvenuti molti anni fa, ti da l’idea dell’evoluzione di molte delle cose che viviamo oggi nel nostro presente.

Oggi vi propongo un libro che racconta la storia di un calciatore degli anni ’70 e 80′ dello scorso secolo, uno dei miei indiscussi idoli di bambino, stravedevo letteralmente per lui, non so per quale motivo, era un ottimo calciatore con pochi fronzoli, ho avuto la possibilità di vederlo giocare dal vivo e questo ne intensifica i miei ricordi. Con grande stupore e gioia, qualche anno fa facendo una ricerca on line ho scoperto che aveva scritto un libro, una biografia in particolare, incentrata sulla sua lunga militanza in una determinata squadra, ma che poi comunque ripercorre i fatti salienti della sua carriera, libro scritto a 4 mani con l’aiuto di un noto giornalista, ovviamente ho subito acquistato il libro e letteralmente divorato, il calciatore d’altri tempi e’ ARCADIO SPINOZZI.

Il libro, scritto con Stefano Greco è stato pubblicato nel 2009, io l ho letto nel 2015.

In questo testo, troverete aneddoti e dettagli della vita di Spinozzi e delle squadre e dei compagni con cui ha giocato nel corso della sua carriera sportiva che lo ha visto protagonista con maglie prestigiose come quelle del Verona , del Bologna e della Lazio con la quale ha giocato per 6 anni dl 1980 al 1986.

Dopo le 6 stagioni in maglia Lazio, Arcadio Spinozzi è passato nella stagione 1986/87 alla Reggina in serie C1 girone B, mentre nella stagione successiva ha giocato con L’Aquila in serie D, concludendo la sua carriera di calciatore al termine della stagione 1987/88.

Non voglio anticiparvi troppo, il libro è molto scorrevole e molto appassionante, da leggere tutto di un fiato, credo per altro che potrà essere giudicato interessante, anche da tanti under 30 che magari non hanno mai sentito parlare di Arcadio Spinozzi, su come funzionava il mondo del calcio anche in serie A in quel periodo.

Meritovoli di essere, quantomeno accennati, sono alcuni episodi: il primo riguarda il periodo in cui Spinozzi giocava nella Sambenedettese in serie c agli albori della sua carriera da calciatore, dove venne colpito da una patologia non bene definita, che lo costrinsero ad essere ricoverato in ospedale molto spesso, a vivere costantemente con qualche decimo di febbre addosso, con un fisico spossato e debilitato, per due anni un via vai di medici, cure antibiotiche , ospedali con il fisico che non reagiva e il calcio che diventava sempre più’ un ricordo lontano, con addirittura lo spettro dell morte come unica via per lenire le enormi sofferenze. Poi d’improvviso, trovato il medico giusto, ritrovata la luce e la carriera dopo due stagioni di completa inattività alla San Benedetto del Tronto, poteva finalmente ricominciare.

Un secondo episodio, anch’esso di toni drammatici e fortuiti, è datato 15 Aprile 1978, mentre giocava nel Verona, la squadra doveva disputare la gara campionato contro la Roma la domenica, a causa del maltempo non fu possibile per la squadra raggiungere Roma in aereo, quindi si opto’ per il viaggio in treno con “LA freccia della laguna” , treno extra lusso per quel periodo. Nella tratta tra Bologna e Firenze per lo smottamento, per via delle difficilissime condizioni meteo, di una collina tra Grizzana e Monzuno, il treno proveniente dalla direzione opposta un l’ Espresso 512 bis Bari-Trieste (che alcune ore prima a causa del crollo di un ponte sulla linea adriatica, dovette modificare il suo percorso e deviare sugli Appennini, viaggiando con 20 ore di ritardo) deraglio’ invadendo il binario accanto, proprio all’imboccatura della galleria, il treno con a bordo Spinozzi i suoi compagni del Verona ed altre 400 persone all’uscita dalla galleria non pote’ evitare l’impatto con l’altro treno e in pochi istanti si consumo’ il dramma come uno dei più’ grandi disastri ferroviari italiani di sempre. La tragedia, causò la morte di 50 persone e il ferimento grave di altre 200, i giocatori del Verona si salvarono per una incredibile coincidenza: la loro carrozza era la prima, quella attaccata al locomotore per intenderci, poco prima dell’impatto con l’altro treno, l’altoparlante annunciò che i passeggeri inseriti nel primo turno per i pasti potevano recarsi al ristorante, che era situato nella sesta carrozza, cosi i calciatori e lo staff si alzarono per raggiungere il sesto vagone, di li a pochi minuti mentre i camerieri stavano servendo i primi piatti, ci fu l’impatto violentissimo, se fossero rimasti nella prima carrozza non avrebbero avuto scampo, invece questa casualità fece salva loro la vita. Nel libro vengono decritti con cura dei dettagli quei terribili attimi, con toni drammatici e carichi dell’angoscia realmente vissuta.

Una vita da Lazio, è comunque principalmente incentrato sui suoi sei lunghi anni trascorsi con la maglia della Lazio, anni con risultati sportivi diversi da quelli attuali, è stato forse il periodo più’ difficile, ma non per questo meno bello e meno affascinante, vengono descritte le difficolta’ dei calciatori sul piano proprio contrattuale, era un calcio molto diverso rispetto a quello attuale, con meno garanzie: lo stesso Arcadio Spinozzi su questo fronte si è molto battuto in rappresentanza anche dei suoi compagni, per vedersi riconosciuti anche i minimi diritti garantiti, in quanto lavoratori oltre che calciatori.

Terminata la carriera di calciatore, Spinozzi è rimasto comunque nel calcio, avendo esperienze significative è stato per due anni osservatore della Juventus, ed anche collaboratore tecnico di Perugia e Udinese, ha allenato in Ghana, e si è seduto sulle panchine di Molfetta e Sant’Egidio.

Il mio auspicio per voi è che leggendo questo libro imparerete a conoscere il personaggio Spinozzi, ad apprezzarne le doti umane e di lealtà sportiva.

#IORESTOACASA

Ben trovati,

in questi giorni, cosi difficili, non possiamo che uniformarci alle direttive che ci arrivano dai nostri governanti; nel calcio, come sapete bene, si gioca in 11, si vince in 11 e, a volte si perde, cosi’ idealmente noi siamo 11 giocatori, tutti uniti sotto una unica bandiera per vincere la partita più’ importante!

Tanta retorica è inutile ma mai come adesso, facendo ciascuno la nostra parte, saremo in grado di influire positivamente sulla situazione difficile in cui ci troviamo.

Nei giorni scorsi mi ha colpito uno dei tanti flash-mob organizzati, di sera sul terrazzo tutti con una luce accesa, spesso la torcia dei propri telefoni cellulari: c’è stato un grande senso di condivisione e di vicinanza in un momento buio, tante piccole luci accese, luci di speranza per chi non si arrende e crede in un futuro luminoso fuori dall’oscurità di queste settimane!

Lo slogan IO RESTO A CASA, di conseguenza, ci deve unire tutti per vincere la gara più’ difficile, per vendicare chi ha combattuto ma è caduto, per proteggere le persone che amiamo, per NOI il nostro popolo!

Sono certo che tra qualche mese, esulteremo tutti insieme sotto un unica bandiera quella Verde Bianca e Rossa!

Libri & Palloni (1)

In questo periodo, funestato dalle terribili notizie derivanti dalla pandemia Covid-19, che dopo l’escalation di contagi e di vittime avvenuta Italia sta velocemente contagiando tutto il globo, con tutti gli eventi sportivi di tutte le discipline sospesi in ogni ordine e grado: esordisco con questa nuova rubrica che, spero possa essere gradita e apprezzata non solo in questo periodo di permanenza forzata in casa per cercare di arginare il contagio, ove quindi una buona lettura costituisce senz’altro un utile e piacevole passatempo, ma anche in futuro.

Moltissimi sono i libri scritti sul mondo del pallone e dei palloni intesi come sport , anche oltre il calcio, biografie, romanzi , saggi ecc.

Oggi vi consiglio un libro dal titolo “Calcio Totale” sulla vita calcistica e non di Arrigo sacchi, scritta dallo stesso “mister” di Fusignano con l’ausilio di Guido Conti, libro del marzo del 2015 che io ho letto nel maggio del 2015.

Questo libro, molto bello per altro a mio avviso, è scritto con uno stile snello e fluente, dando la possibilità al lettore di appassionarsi senza mai annoiarsi, e da la possibilità di capire i dettami tattici del calcio totale adottati da Mister Arrigo Sacchi, soprattutto all’apice della sua carriera, ossia alla stagione 1987/88 quando di fatto invento’ un nuovo modo di giocare a calcio.

Il libro, esamina anche aspetti personali della vita di Sacchi dalla sicurezza data dalla sua famiglia la moglie Giovanna e le figlie, fino ad un male invisibile, che ne ha condizionato pesantemente la carriera costituito da stress, ansia, tensione che ha sempre cercato di gestire seppur tra molte difficoltà.

Vengono raccontati, numerosi aneddoti che hanno accompagnato tutta la sua carriera, dagli esordi nel settore giovanile della Fiorentina, alle esperienze al Rimini, dove fece esordire tra i professionisti un giovanissimo Fernando De Napoli, all’epoca in prestito dall’Avellino, che poi incontrerà successivamente nella sua carriera, ed allenerà’ in nazionale.

I capitoli, più’ interessanti, sono comunque , a mio avviso, quelli incentrati sulla nascita, l’evoluzione e poi la maturazione dello stile di gioco di Arrigo Sacchi, che lo hanno reso celebre, oltre ad aver conquistato il mondo avendo vinto in quegli anni alla guida del Milan per due volte la Coppa Intercontinentale, diventando quindi campione del mondo per club. Sono gli anni in cui Sacchi si trova alla guida del Parma, dove con una squadra eccezionale , che di li a poco con quella ossatura arriverà in serie A e scriverà pagine indelebili sotto la guida di Calisto Tanzi. Ai tempi il proprietario e presidente era Ceresimi, con il quale Sacchi ottenne al primo anno la promozione dalla C1 alla B ed al secondo anno sfioro’ la promozione in serie A, plasmando la squadra secondo il 4-4-2 che poi lo avrebbe reso famoso e che strego’ Silvio Berlusconi al punto di puntare su di Lui, per la stagione 1987/88 , un esordiente in Serie A, mai intuizione fu più’ azzeccata. Nelle pagine che si susseguono, Sacchi spiega bene, che tipo di allenamenti eseguiva, per raggiungere la perfezione nei movimenti, che i giocatori dovevano effettuare in campo, non esistevano ruoli predefiniti, tutti dovevano occuparsi sia della fase difensiva che essere capaci nel contrattacco di essere efficaci in fase offensiva, era un calcio dove non c’era spazio per i fantasisti, non funzionali al suo gioco, e dove il portiere doveva essere molto bravo con i piedi partecipando attivamente alla costruzione delle azioni offensive.

Questo modello di gioco , appunto il ” calcio totale” ha fatto di Arrigo Sacchi una leggenda del calcio mondiale, questo libro lo racconta molto bene sotto molti punti di vista e che io, sento di consigliarvi, come un ottima lettura per tutti gli appassionati di pallone e di sport in generale.

La più’ bella del reame

Lo scorso week end, verrà sempre ricordato, come il week end della paura, dove il feroce, ed in certi casi letale, virus proveniente dalla Cina, irrompe prepotentemente in Italia, con l’aumento esponenziale del contagio e le conseguenti misure drastiche volte al contenimento dei focolai accesi.

Il mondo del calcio ,non ha fatto eccezioni, con molti incontri in programma nel nord Italia che sono stati rinviati, ma non tutti, si è giocato, infatti fra gli altri, l’incontro fra Genoa e Lazio che ha visto il successo dei capitolini per tre a due, contro un Genoa tutto cuore, seppur con imbarazzanti limiti tecnici, che ha, però, messo in bella mostra il giovane sarzanese Francesco Cassata, autore di una prova maiuscola e di una rete meravigliosa.

AD VICTORIAM campeggiava su uno degli striscioni dei tifosi biancocelesti ” alla vittoria”, e cosi è stato: l’ennesima la diciottesima in 25 partite, la diciassettesima nelle ultime 20 partite , una squadra oliata a perfezione dove ognuno sa ciò’ che deve fare, dove i giocatori si trovano a memoria supportata da una classe ed una tecnica infinita di molti dei suoi interpreti ,magistralmente guidati dal direttore d’orchestra Simone Inzaghi.

In questo, scenario difficile, dove vige grande incertezza sul proseguo della stagione ed , eventualmente con quali regole (disputare le gare a porte chiuse?), indipendentemente da come andranno le cose la Lazio ha già vinto: innanzitutto è aritmeticamente ad un passo la qualificazione alla prossima Champions League , vero obiettivo della stagione, è avanti di 17 punti sulla Roma, nella particolare, ma sempre attuale e sentita sfida stracittadina, e poi ha vinto sugli scettici , che non avrebbero scommesso un euro sui risultati fin qui raggiunti.

L’eliminazione dalle coppe , pur dolorosa , è servita per consolidare la posizione in classifica, seconda in questo momento ad un punto dalla Juventus : non illudiamoci, Juventus e Inter hanno un organico numericamente superiore, con molte più rotazioni a disposizione, la Lazio ha un blocco di 15-16 giocatori che giocano sempre, ma che fino a questo momento, sono stati sempre all’altezza della situazione.

Ciro Immobile, sta inseguendo la scarpa d’oro e il record di marcature in serie A, con 27 gol segnati in 25 gare sta mantenendo una media di oltre un gol a partita; Luis Alberto si imposto a grandissimi livelli dotato di una classe elevatissima e superiore alla media cosi come Lucas Leiva che da quando è arrivato non ha fatto mai rimpiangere un altro Lucas (Biglia), passato al Milan con tante polemiche nel 2017; Milinkovic-Savic un calciatore incredibile universale direi, un fuoriclasse assoluto; Acerbi che ha offuscato il ricordo di De Vrij e tutti gli altri giocatori che stanno dando il massimo remando nella stessa direzione, consapevoli della loro forza e dei risultati straordinari che stanno conseguendo.

Infine i tifosi, incredibili la vera arma in più , anche a Genova in massa, è stato per la Lazio quasi come giocare in casa, messe da parte le polemiche legate all’operato del presidente Lotito , stanno sostenendo e spingendo la squadra verso traguardi impensabili, ma sognare non costa niente, anzi di questi tempi, evadere talvolta dalla realtà difficile di questi giorni, non puoi che fare bene.

L’ Anno che va…

Il 2019 sta terminado, è notizia di pochi giorni fa l’esonero di Carlo Ancelotti dalla conduzione tecnica del Napoli, nonostante la qualificazione alla fase ad eliminazione diretta della Champions League: il settimo posto in campionato, la vetta della classifica lontana 17 punti e soprattutto il clamoroso ammutinamento dei calciatori più’ rappresentativi, che si sono rifiutati di partecipare ad un ritiro punitivo, voluto dal trainer emiliano qualche settimana fa hanno causato questa clamorosa spaccatura, che ha determinato il divorzio con uno dei tecnici più’ titolati della storia del calcio italiano. Carlo Ancelotti, ha infatti vinto il campionato nazionale nei principali campionati europei , è stato infatti campione d’Italia con il Milan, campione d’Inghilterra con il Chelsea, campione di Francia con il Paris Saint Germain e campione di Germania con il Bayern Monaco; e ha vinto la Coppa dei Campioni con Milan (due volte) e Real Madrid. L’esonero, arriva, paradossalmente, nella stagione in cui il Napoli aveva colmato le poche lacune che poteva avere negli anni passati, inserendo il fuoriclasse Lozano, e acquistando il centrale difensivo Manolas, oltre a garantire più’ soluzioni anche offensive con l’esperto Fernando Llorente; il Napoli a mio avviso , quando si è espressa al pieno delle sue potenzialità ha mostrato il miglior calcio della serie A, purtroppo è capitato raramente, lo stesso presidente De Laurentiis, ha manifestato, chiaramente, di preferire un gioco marcatamente offensivo, criticando, seppur velatamente, le scelte tattiche adottate.

Nella prima parte delle competizioni europee, è andata bene, ma non benissimo: la Lazio è stata eliminata, concludendo al terzo posto il suo girone, davanti al Rennes, ma dietro al Cluj e al Celtic, se in campionato vola con i suoi titolatissimi con il terzo posto in classifica a 5 punti dalla vetta, in Europa , come le succede ormai da due stagioni, non è riuscita ad esprimere lo stesso livello di gioco, soprattutto, non ha avuto risposte concrete dai giocatori che in campionato hanno ricevuto uno scarso minutaggio come il gigante Vavro, su cui sono stai investiti 10 mln di euro, oppure lo stesso Valon Berisha, arrivato lo scorso anno per 15 mln di euro, ma mai all’altezza della sua fama con i biancocelesti. Un autentico miracolo sportivo, lo ha costruito l’Atalanta, partita malissimo perdendo addirittura 4-1 all’esordio con la Dinamo Zagabria, perdendo poi in casa con lo Shaktar all’ultimo minuto, ma incredibilmente qualificata, con una rimonta impronosticabile e vincendo nel secondo tempo l’ultima sfida in Ucraina: sta scrivendo la storia , la sua storia in queste settimane e la storia del calcio italiano, per un impresa e, comunque, più’ ampiamente di un periodo della storia del calcio italiano ed europeo che rimarrà impresso e tramandato a tutte le generazioni di appassionati, come lo scudetto del Cagliari di Gigi Riva, o del Verona di Osvaldo Bagnoli o le epopee del Nottingham Forest di Brian Clough. Male invece, l’Inter, che non si è dimostrata all’altezza del palcoscenico europeo, il suo allenatore , non fa altro che lamentarsi, puntando il dito sul mercato estivo, a me sembra che invece sia stato ampiamente accontento, acquistando fra gli altri, il grande centravanti belga Lukaku e i centrocampisti Sensi e Barella, ormai punti fermi della Nazionale di Mancini e acquistati a peso d’oro da Sassuolo Cagliari.

In serie A, due grandi sorprese Verona e Lecce, i cui allenatori Liverani e Juric , stanno conducendo in acque tranquille; ai nastri di partenza, complice un mercato senza colpi ad effetto, sembravano le squadre più’ accreditate ad un veloce ritorno in serie B, invece entrambe hanno ottenuto dei lusinghieri risultati, anche contro formazioni molto blasonate, tanto da essere sempre state in posizioni tranquille di classifica durante il girone di andata.

Roberto Mancini, ct della Nazionale maggiore, ha completato un autentica rivoluzione, ritrovando attaccamento ed entusiasmo, ricostruendo da zero, ripartendo dalle ceneri e i cocci lasciati da Ventura, tornato alle realtà più consone alla sua altezza come la Salernitana in serie B. La Nazionale di Mancini, ha stabilito il record di vittorie consecutive nell’anno solare ben 9, conquistando con scioltezza la qualificazione agli europei itineranti del 2020.

Il Monza in serie C, a dicembre, si trova già’ virtualmente in serie B, in un girone seppur difficile, con team eccellenti come Carrarese e Novara, la squadra brianzola guidata da Berlusconi e Galliani, ha dieci punti di vantaggio sul Pontedera e non mostra segni di cedimento , anzi si parla di innesti molto importanti provenienti dalla serie A, che saranno utili soprattutto nel prossimo e assai probabile campionato di serie B. Restando in terza serie , vediamo come molte società si trovino ancora in forti difficoltà economiche, fra queste spicca il Catania, che stando alla situazione attuale, rischia seriamente il fallimento, nonostante stia comunque disputando un buon campionato, essendo dentro il lotto delle formazioni che parteciperebbero ai play-off , in un girone C , che di fatto è una sorta di serie b, che vede molte società blasonate, come Avellino, Reggina, Bari , lo stesso Catania , il Catanzaro , la Ternana e il Rende.

Fra i giovani calciatori italiani la mia personale classifica vede al terzo posto Gaetano Castrovilli della Fiorentina, una calciatore che ho seguito molto, nel campionato di serie B negli ultimi anni con Bari e Cremonese, che quest’anno ha avuto un impatto devastante alla sua prima stagione in serie A, conquistando anche la Nazionale maggiore; al secondo posto Sandro Tonali del Brescia, nonostante le difficoltà della squadra lombarda , tornata in serie A dopo molti anni, Tonali sta confermando le qualità che si erano viste in serie B, rappresentano il faro del centrocampo del Brescia, anche lui ha conquistato la nazionale maggiore e l’interesse di team molto blasonati, che in estate parteciperanno all’asta per aggiudicarselo; al primo posto Nicolo’ Zaniolo, per lui una crescita esponenziale, oramai leader sia nella Roma che nella nazionale: nella Roma ha la possibilità di migliorarsi quotidianamente , grazie soprattutto alla qualità dei suoi compagni di squadra, ma Zaniolo, rimane a mio avviso il giocatore con maggiore tecnica: di recente sta acquisendo anche quella cattiveria agonistica che lo scorso anno forse gli mancava, che lo stanno forgiando, anche dal punto di vista caratteriale.

Per concludere qui di seguiti chi a mio avviso si è maggiormente distinto nel corso dell’anno:

Miglior Giocatore italiano :

Ciro Immobile

Miglior Giocatore in assoluto :

Lionel Messi

Miglior Giovane in assoluto:

Nicolo’ Zaniolo

Migliore squadra italiana:

Juventus

Migliore squadra in assoluto:

Liverpool

Migliore allenatore in assoluto:

Jurgen Klopp

Migliore allenatore italiano:

Gian Piero Gasperini.

INTERVISTA A ME STESSO

Cari lettori, la stagione sportiva è iniziata da un mese esatto, e il calcio quello vero sta per cominciare, mentre si intensificano le trattative di calciomercato che ha vissuto già metà del suo percorso estivo, in questa intervista a me stesso ,spero di attrarre il vostro interesse sugli argomenti che intendo trattare: è la prima volta che mi cimento in una cosa del genere, speriamo che i risultati siano positivi!

Parliamo di calciomercato chi in serie A fino a questo momento ha operato meglio?

Indubbiamente dopo un mese di calciomercato, è, a mio avviso, la Juventus la società che ha operato nel modo migliore, per cercare di elevarsi ulteriormente e ridurre ancora di piu’ il gap con i top club europei. In Italia da anni non ha rivali sappiamo che l’obbiettivo principale ora sia la conquista della Champions League , solo sfiorata negli ultimi anni, certo con l’arrivo di Sarri sulla panchina, cambia il modo di giocare, ci vorrà un periodo di assestamento, ma l’organico che si sta delineando è davvero da TOPclub. Il grande ritorno di Buffon tra i pali, l’arrivo nella retroguardia del capitano dell’Ajax semifinalista in champions De Ligt, gli ingaggi a centrocampo di Rabiot e Ramsey , tutti top player di altissimo livello . In queste ore ,mentre scrivo, è avviatissima la trattativa con il Manchester United per portare a Torino il fortissimo e potente centravanti Lukaku ex Everton , che garantirebbe con Cristiano e con gli esterni offensivi a disposizione di Sarri un attacco davvero atomico. L’unico neo , per adesso è una rosa eccessivamente ampia, sappiamo che Sarri storicamente effettua rotazioni con un numero ristretto di calciatori , quindi la società deve essere altrettanto brava nella fase di uscita degli elementi non strettamente funzionali al progetto in modo da non creare malumori e da non sperperare un patrimonio calcistico importante .

Che mercato stanno facendo Napoli e Inter , le più’ probabili rivali della Juventus nella corsa allo scudetto?

Il Napoli bene , anche se un centravanti va acquistato , e anche qui la rosa sfoltita, sono stati confermati tutti i migliori giocatori , arrivato Manolas che insieme al Koulibaly formerà la coppia probabilmente più’ granitica di tutto il campionato (mentre l’inter avrà il tridente difensivo in assoluto più’ forte), sono partiti Rog e Diawara e forse partirà Verdi per fare cassa, dovesse arrivare Lozano dal PSV sarebbe competitiva per puntare a giocarsi lo scudetto fino all’ultimo. L’Inter? L’acquisto Top è ovviamente quello di Antonio Conte, con la sua personalità e grinta che riesce a trasformare in energia positiva per i suoi calciatori, ma il mercato e’ insufficiente fino a questo momento per il problema attacco, con Icardi fuori rosa e per altro difficile da piazzare, stanno sfumando i principali obbiettivi, resta sempre viva la pista Dzeko , un grandissimo attaccante ,ma comunque datato classe 1986, è arrivato Barella un ottimo colpo, ma per il momento la squadra non è completa, ci sarà da lavorare molto del mese di agosto.

Quale società sta operando bene , meglio rispetto alle attese?

Secondo me, la Sampdoria sta operando molto bene, nonostante si susseguano voci, di un imminente cambio di proprietà , il DS Carlo Osti, sta operando per il meglio: è stato scelto un ottimo allenatore come Di Francesco , con una grande voglia di rivalsa, dopo l’esonero con la Roma, in difesa sono arrivati due grandissimi calciatori come l’ex Inter Murillo e soprattutto il laterale nazionale Under 21 Fabio De Paoli ex Chievo, uno dei migliori italiani in quel ruolo classe 1997.

Chi sarà il migliore giovane italiano della stagione?

Io personalmente, stravedo per Nicolo’ Zaniolo, un calciatore dalla tecnica cristallina, non penso si debba parlare di consacrazione, perché’ lo scorso anno da esordiente , ha giocato una stagione strepitosa: esordendo prima in champions a Madrid da titolare che in campionato; essendo convocato in Nazionale maggiore ancor prima di esordire in Serie A; segnando dei bellissimi gol con la Roma. Nel finale di stagione si è un po’ perso ma e’ normale per un diciannovenne, che ha vissuto cosi tante emozioni in cosi poco tempo, la fortuna di questo ragazzo è di avere una famiglia molto solida alle spalle ,con il papa Igor ,ex grande centravanti a sua volta, pronto a consigliarlo per il meglio, pronta a sostenerlo e a stargli accanto nel modo giusto, nei momenti di difficoltà. Se migliora un pochino sotto il piano caratteriale , è destinato a diventare uno dei più grandi di sempre nel suo ruolo.

Da chi si aspettava di più a questo punto?

Il mercato è ancora lungo, la Fiorentina di Commisso sembrava portare avanti chissà quali proclami, ma per ora sta pensando soprattutto a sfoltire un organico esagerato, anche se è in dirittura d’arrivo l’acquisto di Lirola, che sarebbe un un innesto di grandissima qualità.

Le altre di serie A?

Benino le tre neo promosse anche se gli organici vanno ulteriormente arricchiti, se si vuole lottare fino all’ultimo per la permanenza in massima divisione. Sono moto curioso di vedere all’opera Tonali nel Brescia per vedere se è in grado di imporsi anche in A. Le romane benino , la Lazio ottimo colpo con Lazzari, ma l’ago della bilancia è sempre Milinkovic-savic. Ottimo il mercato del Bologna, con l’incognita allenatore, vedremo se le prolungate assenze di Mihaijlovic , produrranno un effetto negativo sui giocatori. Milan ancora indecifrabile, bene il Toro che sta affrontando l’Europa League con grande determinazione.

Cosa pensi del Palermo In serie D?

Penso, che era ora di essere rigidi nel rispetto delle regole, il Palermo è stato lo scorso anno ad un piccolo passo dal ritorno in serie A, ma senza avere le fondamenta sotto i piedi: ripartendo dal basso, potrà fortificarsi e quando tornerà a grandi livelli avere una struttura tale da non incorrere più negli stessi errori: un po’ quello che è successo al Parma, ma questa cosa deve anche far pensare che una società calcio deve essere guidata , prima di tutto da amanti del calcio e possibilmente tifosi della società stessa, senza dare spazio ad imprenditori a caccia, soprattutto, di notorietà e con interessi sottostanti diversi .

Le regine del mercato in serie b e in serie c?

In serie B l’Empoli , pronto probabilmente verso l’ennesimo ritorno in serie A. In serie C, il Monza di Berlusconi e Galliani sta allestendo una formazione già da serie B, anche se la cadetteria va conquistata sul campo.

Cosa pensa dell’istituzione della Agente sportivo , del ritorno al passato, anche se con qualche ritardo?

Io sono diventata Agente Fifa nel settembre del 2007, superando l’esame a Roma rispondendo correttamente a 18 delle 20 domande oggetto dell’esame , che in quell’occasione oltre che da me venne superato da circa il 10% dei candidati. Quando venne istituita la “liberalizzazione” nel 2015, fu un colpo al cuore per me e tanti altri come me che hanno sudato quel titolo, vedere il moltiplicare delle figure di agente da soggetti “senza Arte ne parte “. Noi agenti pre 2015 ci siamo opposti da subito a questa liberalizzazione costituendo un nostro apposito sindacato : IAFA Italian Association Football Agents , e finalmente da quest’anno si è ritornati al passato, con l’estromissione dall’albo degli agenti che non hanno sostenuto l’esame, anche se a questi è stata concessa l’opportunità di operare in sede di calciomercato fino a fine anno. Questa ultima deroga e’ ,a mio avviso , estremamente ingiusta, suffragata da un indirizzo normativo contrario; comunque sia il ripristino dell’esame abilitativo da sostenere ora davanti al Coni e alla FIGC, rappresenta una grande vittoria per noi Agenti in virtù’ del superamento dell’esame , quindi sono molto favorevole all’istituzione del nuovo registro federale ( al quale sono iscritto con numero 0346) e alla modifica dei termini per esercizio della attività di agente sportivo in ambito calcistico.

Infine cosa pensa del calcio femminile?

Il calcio femminile, è in costante ascesa nel nostro paese, questo perché è cambiato il modo di approcciarci ad esso. Ho sempre seguito, il calcio delle donne, in passato i match anche del massimo campionato, venivano disputati in campi periferici, con pochissimi appassionati sugli spalti e scarsissimo rilievo mediatico per gli eventi. Negli ultimissimi anni , invece, abbiamo scoperto, che le calciatrici oltre ad essere molto belle ed aggraziate, sanno anche giocare a pallone, quello che serviva era dare maggiore ” appeal” e visibilità a tutto il movimento, e grazie all’allestimento di rose anche competitive , da parte di società importanti al maschile che hanno aperto una sezione femminile, rilevando spesso i diritti di società meno blasonate, hanno fatto crescere in brevissimo tempo, ed in modo esponenziale l’interesse del pubblico per il calcio femminile.

English style

-Liverpool Vs Tottenham

-Chelsea Vs Arsenal

Non sono le partite della Premiership odierne , ma le finali dell’edizione 2018/2019 rispettivamente di Uefa Champions League e di Uefa Europa League.

Un caso? Non più’ a mio avviso, programmazione lungimirante? Nemmeno direi , nonostante il percorso del Tottenham parte da lontano con una costante crescita anno dopo anno, sotto la guida di Pochettino.

La differenza principale, la fanno i soldi e le tv, con l “appeal” dell formazioni inglesi (ma anche spagnole e tedesche) in costante ascesa.

Sono passati oramai decenni, da quando l’affermazione “la Serie A è il campionato più’ bello e difficile del mondo” sovente rimbalzava sulla bocca di tutti i calciofili : personalmente ho cominciato a condividerla dalla stagione 1984/85 con l’avvento in Italia di tutti i più’ forti calciatori del mondo Maradona, Rummenigge , Zico , Socrates ai quali si aggiungevano Platini e Falcao arrivati qualche anno prima.

Per circa 20 anni, le squadre italiane hanno dominato il calcio mondiale, facendo incetta di Coppe dei Campioni, Coppe Uefa, Coppe delle Coppe, Supercoppe Europpe e Coppe Intercontinentali , titoli dovuti in gran parte alla bravura dei dirigenti e alla cura ed attenzione dei settori giovanili, alla passione delle famiglie di imprenditori coinvolti nei progetti sportivi.

Nel mondo moderno, che personalmente non amo molto, il calcio professionistico sta progressivamente perdendo la sua connaturazione di sport , di identificazione , di aggregazione a favore di una trasformazione in “prodotto” , quindi vendibile, quanto più’ appetibile, al miglior offerente!

In Inghilterra, ma anche in Spagna e a seguire in Germania , sono stati bravi a cogliere più’ velocemente questi cambiamenti, creando le strutture necessarie a commercializzare in modo più’ adeguato il “prodotto calcio”:come? Con la costruzione di stadi , capienti , comodi, sicuri , estremamente funzionali , che invogliassero gli spettatori a riempirli , e con tutto ciò che avviene poi di conseguenze la creazione di un brand e di una rete di merchandising che porta introiti inimmaginabili in precedenza.

Soldi che generano soldi , copertura globale degli eventi, investitori stranieri miliardari che fiutano le nuove possibilità economiche , che derivano nell’investire nel “prodotto calcio”: i migliori giocatori al mondo acquistati, squadre che prima costruivi solo al Fantacalcio ora tutti insieme nella realtà, con le Tv pronte a pagare milioni per assicurarsi e ad assicurare ai propri spettatori uno spettacolo del genere, pagando i diritti degli incontri a peso d’oro , rendendo ancora più’ ricchi i club , costituendo quindi un divario verso le atre società sempre piu’ netto e largo.

In Italia, da poco si sta iniziando a correre ai ripari, la Juventus è stata la prima con stadio di proprietà , che ne ha aumentato gli introiti, seguendo appunto il metodo inglese , non a caso ha festeggiato quest’anno l’ottavo (8) scudetto consecutivo , un record davvero impressionante ed è riuscita a portare in Italia il secondo miglior calciatore del mondo in attività (il primo, amo avviso ovviamente è Messi) Cristiano Ronaldo.

L’auspicio, è che questo esempio, venga seguito velocemente dagli altri club di casa nostra , per colmare un gap, che al momento è difficilmente recuperabile.

Di padre in figlio

Ben trovati , cari lettori, tutti noi amanti, appassionati , cultori ,più’ o meno conoscitori di questo meraviglioso ed affascinante sport, abbiamo avuto i nostri “idoli” o “miti”, spesso celeberrimi e celebri campioni da tutti osannati per le capacità tecniche ed i risultati raggiunti, o per la innata personalità capaci di tirare fuori di noi le più’ intense emozioni al di la dei risultati raggiunti.

Io, assolutamente non faccio difetto, da 37 anni seguo il calcio con passione assidua ,spirito critico, tifo, analizzandone aspetti anche secondari e che ai meno attenti spesso sfuggono, di conseguenza anche io ho un buon numero di “idoli o miti” , calciatori che per me hanno rappresentato tanto, per le emozioni che sono riusciti a far scaturire in me , indipendentemente dalla casacca indossata , dall’essere avversario o meno.

Uno di questi, in questo periodo ,sta riscuotendo nuova popolarità ,non tanto per chi , come me,ne ricorda le gesta sui rettangoli verdi , le doti fisiche, la grande personalità capace di fare reparto da solo , trascinare con il suo carisma tutta la squadra , essere un punto di riferimento dei propri tifosi ed incutere molto timore in  quelli avversari   ma,  per essere il papa’ di…     

Sto parlando di Igor Zaniolo .

Solo ieri, sabato 18 gennaio 2019, Nicolo’ Zaniolo  classe 1999, al 15′ del primo tempo della gara Roma-Torino , in occasione della sua undicesima partita disputata in serie A, ottava da titolare ha messo a segno la sua seconda rete stagionale. Due reti meravigliose, da campione assoluto quale Nicolo’ senza dubbio è , seguo questo ragazzo dai tempi in cui giocava nel settore giovanile della Fiorentina, incuriosito più’ che altro , nel cercare di vedere se il grande Igor, avesse trasmesso al figlio il DNA del calciatore vero. Si vedeva, nitidamente , che il giovane Zaniolo avesse una tecnica cristallina ed una classe innata, diverso dal papa’ che faceva dell’agonismo e della prestanza atletica il suo punto di forza oltre , ovviamente ad una grande tecnica.

Rimasi, enormemente sorpreso, come tutti immagino, quando nell’estate del 2016 la Fiorentina lo escluse dalla rosa del campionato Primavera, Nicolo’ che aveva fatto , quasi tutte le giovanili con la squadra viola, distinguendosi come grande protagonista per tanti anni. Io ricordo delle eccellenti prestazioni nella categoria allievi dove giocava con un altro figlio d’arte come Riccardo Sottil , ed altri giocatori molto forti come Michele Cerofolini . Fiorentina che proprio in quegli anni aveva lanciato un campione come Federico Bernardeschi così simile per caratteristiche a Zaniolo, davvero inspiegabile.

Dopo pochi giorni, capii che sarebbe stata una svolta decisiva e assolutamente positiva per la sua carriera, infatti arrivo’ di li a poco la firma , con il primo contratto da professionista con l’Entella di Chiavari , società serissima con un grande e lungimirante presidente quale Antonio Gozzi ,e due fra i meno reclamizzati, ma ,a mio avviso, i più acuti e attenti manager del calcio italiano quali Matteo Superbi e Matteo Matteazzi , per altro grandi scopritori di talenti . Inoltre l’allenatore della squadra primavera, nella quale Nicolo’ venne inserito era Giampaolo Castorina, grande tecnico, molto preparato ed attento nella crescita dei giovani.

La situazione ideale , quindi per lavorare con calma e serietà , per riprendere il proprio cammino, e superare la cocente delusione della fine dell’avventura fiorentina. In questo periodo, il giovane Zaniolo, cambia anche fisicamente , in breve tempo , dal calciatore brevilineo che era, raggiunge 1,90 di statura , garantendo anche imponenza fisica in mezzo al campo oltre alla tecnica decisamente superiore alla media dei pari età; e sotto la sapiente guida di Castorina ,l’Entella si impone alla ribalta nazionale arrivando a qualificarsi per la seconda fase del campionato ed arrivando incredibilmente alla finale di Coppa Italia di categoria, giocata per ironia della sorta proprio contro la Roma, quindi contro il suo futuro, assaggiando in una sfortunata finale di ritorno, per la prima volta l’emozione di giocare allo stadio olimpico contro i giallorossi. In questa stagione , diventa inoltre punto fermo della nazionale di categoria, e a partire dal girone di ritorno cominciano le convocazioni in prima squadra , la prima in assoluto a Cittadella , la seconda ad Avellino.

Nel finale di stagione , con Castorina subentrato alla guida della prima squadra , Nicolo’ esordisce in Serie B, esordendo tra i professionisti a soli 17 anni, saranno complessivamente 7 le partite disputate in serie B, fra le quali subentrando nella ripresa quella in trasferta nel derby ligure a La Spezia ,la sua città contro la squadra che aveva lanciato nel calcio che conta il papa’ Igor.

Nella stagione successiva, dopo una annata cosi importante , piovono le richieste per il suo acquisto alla società di Chiavari , è l’Internazionale ad accaparrarsi Nicolo’ per una cifra importante che con i bonus sarebbe potuta arrivare a 3,5 mln di euro. Dopo la prima fase di ritiro con la prima squadra a Riscone di Brunico , viene aggregato alla compagine primavera di Vecchi, della quale diventa velocemente leader e con la quale arriva la scudetto, giocando da assoluto protagonista, purtroppo , pero’ , l’allenatore della prima squadra Spalletti poco incline ad inserire giovani in prima squadra , preferendo giocatori , già “pronti”, lo convoca una sola volta fra i “grandi” , portandolo in panchina nella trasferta contro l’Atalanta a Bergamo , e non si oppone affatto quando la scorsa estate viene inserito, come parziale contropartita economica ( con una valutazione di 4,5 mln di euro) , nella trattativa che conduce all’Inter il tanto amato Nainggolan .

Il resto è storia nota , con l ‘esordio in Champion’s League a Madrid contro il Real prima ancora di esordire in campionato, la convocazione di Roberto Mancini in Nazionale maggiore, anche se non è ancora arrivato l’esordio, e la prepotente ascesa nelle gerarchie della Roma , dove ora è titolare inamovibile nel centrocampo giallorosso , sta velocemente a suon di grandi prestazioni diventando beniamino del passionale tifo romanista e presto sarà sicuramente un punto fermo della Nazionale, con il suo valore che sta crescendo in maniera esponenziale,non male per chi non ha ancora compiuto 20 anni!!

Uno dei punti di forza di Nicolò’ , oltre alle già sottolineate ,innate qualità tecniche , alla grande passione, alla cultura del lavoro alla abnegazione e ai sacrifici sostenuti in passato ed attualmente , è senza dubbio la tranquillità che gli viene trasmessa in ambito familiare; unitissimi i genitori Igor e la moglie Francesca cui è legatissimo unitamente alla sorellina , gli sono sempre accanto nelle sue scelte, consigliandolo ,ma senza forzature , conferendogli la serenità e la tranquillità necessaria per affrontare al meglio gli impegni che lo attendono.

Papà Igor , è stato sicuramente, il modello l’esempio da seguire per Nicolò , che ne ha calcato le orme, cominciando a frequentare i settori giovanili delle squadre dove il papa’ giocava; a Nicolo’ manca forse solo un pizzico della personalità di Igor , per essere un calciatore completo, ma ha solo 19 anni c’è da giurare che riuscirà ad acquisirla.

Proprio questa la caratteristica , principale di Igor, la grandissima personalità , che in età giovanile è stata anche irruenza, capace di essere leader riconosciuto nelle squadre dove giocava e di trascinare i suoi compagni ,ma anche più in generale i tifosi e la città che rappresentavano verso il raggiungimento degli obiettivi.

Igor era un lottatore, generoso che dava tutto in campo, quindi molto amato dai tifosi e ripettato dagli avversari , oltre ad essere un grandissimo attaccante , forte fisicamente e dotato di grande tecnica ;resta ,tuttora,per me un mistero , il motivo per cui non abbia mia giocato in serie A, cresciuto nelle giovanili della Sampdoria e giovanissimo ad un passo, anche lui, dall’inter, disputando poi molti campionati in serie B segando molti Gol.

Ricordo un anno probabilmente nel 2006 , assistevo ad un Carrarese- Cisco Roma, Igor giocava nella Cisco Roma insieme a Paolo Di Canio, partita tiratissima , ad altissima tensione dove Igor , visti soprattutto i suoi trascorsi nello Spezia , venne preso di mira ed apostrofato in maniera molto pesante , giusto per usare un eufemismo; ciò’ non gli impedì nella stagione successiva di passare proprio alla Carrarese e diventarne in pochissimo tempo leader assoluto della squadra e idolo dei tifosi.

Nicolo’ a 19 anni, ha già superato il papà , che può avere solo sognato calcisticamente , quello che il figlio ha già raggiunto e che adesso è il suo orgoglio ,ma chi si ricorda e ha avuto il piacere di vedere giocare Igor Zaniolo , si ricorda di un grandissimo calciatore che ha regalato emozioni , gioie , delusioni , sempre con la sensazione di aver ricevuto meno di quello che ha dato, ma con la consapevolezza di essere sempre stato molto amato dal pubblico dove ha giocato.

LA DINASTIA DEGLI ZANIOLO CONTINUA…

IN TRENO, PER CASO…..

Ben ritrovati cari amici, proprio ieri sera,venerdì 21 settembre 2018,  rientrando a casa in treno nel tratto tra Viareggio e Carrara, ho riconosciuto un uomo che nei miei ricordi di bambino negli anni ’80 era stato un idolo: calciatore in Serie A nella stagione 1983\84 dell’ US Avellino 1912 la mia squadra del cuore , una istituzione per me e la nostra famiglia , purtroppo caduta in disgrazia se ci rapportiamo alla cronaca recente .

Conoscevo di vista quell’uomo, ma mai avevo avuto la possibilità di avvicinarlo, e ieri sera in treno non ho perso l’occasione , presentandomi e chiacchierando cordialmente con lui  per circa 25 minuti fino alla stazione di Massa centro , la sua città , classe 1963: DANTE BERTONERI.

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Sono passati oltre 34 anni , dai tempi in cui giocava nell’Avellino sparita la folta chioma e i grossi baffi che lo contraddistinguevano e che lo facevano sembrare molto più grande e maturo a dispetto dei suoi 20 21 anni di età.

Dante da qualche mese è rientrato nella grande famiglia del Torino, la squadra nella quale arrivo’ da Massa ragazzino, e nella quale molto presto divenne uomo e calciatore professionista, adesso è osservatore per il settore giovanile, segue i ragazzi nella zona della Val di Nievole, ed ha un rapporto di collaborazione con il Monsummano dove il “Toro” ha aperto una Academy in cerca di nuovi talenti.

Dante Bertoneri arrivo’ al Toro giovanissimo , imponendosi subito nel settore giovanile divenendo campione d’Italia con la squadra allievi appena quindicenne, passando subito al campionato Primavera e facendo velocemente il salto in prima squadra esordendo in serie A ad appena 17 anni!

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Dopo tre grandi stagioni, da protagonista nel Torino, nell’estate del 1983 per mia somma gioia venne acquistato dal ‘ Avellino che si stava preparando per disputare la sua sesta stagione consecutiva in Serie A , avevo solo 8 anni, ma rimasi sbalordito di questo grande acquisto, al quale poi sarebbe seguito di li breve quello di Ramon Angel Diaz dal Napoli, a mio avviso il più grande centravanti straniero nella storia dei Lupi.

La prima domanda che ho fatto a Dante, era riguardo a come si era trovato ad Avellino, e sul come mai all’inizio della stagione successiva volle abbandonare a tutti i costi i biancoverdi, nonostante il grande campionato precedente e le proposte di ingaggio superiori all’anno prima e la volontà’ di puntare decisamente su di lui per il futuro( premetto che ho sempre frequentato l’ambiante di Avellino e dell’ US Avellino 1912 e seguito spesso la squadra sia allo stadio Partenio che in trasferta anche in quegli anni).

Dante mi ha risposto, che col senno di poi, avrebbe fatto scelte diverse, con la testa di oggi avrebbe continuato a giocare nell’Avellino in serie A invece di scegliere il Parma che nel 1985 sarebbe poi retrocesso in serie C, e mi ha detto che nella stagione 1983\84 si era trovato molto bene con la squadra e la società e che aveva dei ricordi molto belli e positivi dell’Irpinia , che viveva nella cittadina di Mercogliano dove il presidente del tempo il leggendario Commendator Antonio Sibilia possedeva vari appartamenti derivanti dalla sua attività di costruttore edile, e di essere stato trattato nel complesso molto bene. Parlando di ricordi del tempo, ha citato fra i compagni di cui si ricordava Alberto Bergossi , grande attaccante , rimasto nei cuori di tutti i tifosi biancoverdi ed oggi Agente di calciatori , per altro autore di due reti nella gara inaugurale di campionato nel settembre del 1983 Avellino-Milan 4-0  gara a cui ho avuto il privilegio di assistere in compagnia di mio padre in curva nord al tempi ancora interrata , gara nella quale Dante Bertoneri figurava in panchina con la maglia n. 15 ,e di Ramon Diaz , del quale mi ha mandato una foto di loro due insieme in tribuna allo stadio Partenio :una autentica chicca per la quale ringrazierò Dante sempre   e che qui sotto potete vedere.

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Ricordo ancora la prima volta che lo vidi giocare dal vivo 31 dicembre 1983 Avellino-Juventus , partita maledetta , stavamo per portare a casa un ottimo punto a Platini al 15′ dopo un minuto replico’ con un grandissimo gol Franco Colomba  , ma a pochissimi minuti dalla fine Domenico Penzo trovo’ un guizzo che si rivelo’ decisivo, ma quanto mai immeritato, ai fini del risultato finale.

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Di quella stagione ha bellissimi ricordi anche dei due allenatori che si avvicendarono sulla panchina : Fernando Veneranda a cui subentrò dalla sesta giornata Ottavio Bianchi, ed è rimasto sorpreso e dispiaciuto alla notizia della morte di Veneranda avvenuta nel 2007 a soli 66 anni di cui non era al corrente.

Terminata la stagione con la permanenza in Serie A , come detto, la dirigenza voleva puntare ancora su Dante che aveva giocato 22 partite su 30 e realizzato 2 gol entrambi alla Lazio uno all’andata ed uno al ritorno, invece in autunno, (all’epoca il mercato di riparazione si svolgeva per una settimana nel mese di ottobre) venne ceduto al Parma. Perche? quali erano le reali motivazioni? Per 34 anni anni , ho avuto sempre questo dubbio, e ieri è stata la domanda a cui tenevo di più e che quindi gli ho rivolto.

Dante Bertoneri , come già riportato, mi ha detto di aver vissuto una bellissima annata in terra irpina, di avere solo ricordi positivi, ma che nonostante sembrasse più’ grande di età, nel 1984 aveva solo 21 anni, sentiva moltissimo la mancanza da casa la lontananza dalla famiglia , al contrario di altri calciatori non era sposato, e a quell’età non si è abbastanza maturi per far prevalere la ragione sull’istinto , quindi cercò in tutti modi di essere ceduto per avvicinarsi a casa, passo’ infatti al Parma e di li al Perugia l’anno successivo e poi nelle categorie inferiori nella Massese in serie c2 e poi nelle categorie minori in Toscana, togliendosi comunque delle discrete soddisfazioni, ma non riuscendo più’ a rientrare nel grande calcio, dove aveva dimostrato di poter essere grande protagonista.

Una volta appese le scarpe con i tacchetti  al chiodo , mi ha detto di aver gareggiato a livello agonistico in gare podistiche , vincendo molti trofei, frutto di sacrifici e allenamenti costanti, che ne hanno comunque garantito un fisico asciutto e tonico anche a 55 anni.

Come detto, da qualche tempo è rientrato attivamente nel mondo del calcio  nell’orbita del Torino , quella che lui considera la sua casa calcistica, dicendomi di aver  intenzione di continuare per ora con lo scouting , ma fra qualche tempo gli piacerebbe anche diventare allenatore.

Nel frattempo, il treno è arrivato a Massa, ed è arrivato il momento dei saluti, e per me della consapevolezza di aver ricevuto un arricchimento umano e personale davvero importante.

Sono certo che Dante farà parlare ancora tanto di se in ambito calcistico, credo abbia ancora moltissimo da dare e che la sua esperienza possa essere messa a frutto da molti addetti ai lavori, ho conosciuto un uomo determinato ed incapace di arrendersi alle difficoltà che pure ha incontrato nella sua vita , con tanta voglia di dare e di fare , la strada intrapresa è quella giusta e lui sono certo sarà in grado di farsi trovare sempre pronto , preparato e all’altezza in perfetto stile Toro( e magari anche un po’ Lupo!).

Nuovo Albo Agenti di calciatori FIGC

In data 13 Luglio 2018 la FIGC ha pubblicato il nuovo albo nazionale degli Agenti di Calciatori , un registro ancora provvisorio , ma che accoglie le previsioni della legge di bilancio ( comma 373 all’articolo 1)  approvata il 23 dicembre 2017 . In attesa dell’elezione del nuovo presidente della FIGC e quindi dell’emanazione di una nuova normativa  , per la prima volta ieri nell’albo sono stati reinseriti gli Agenti di calciatori ( allora Agenti Fifa) che avevano tale titolo prima del  1 aprile 2015 , e che quindi si erano conquistati superando un difficilissimo esame di abilitazione,  quando venne cancellato l’albo e di fatto liberalizzata e aperto a (quasi) tutti l’accesso a questa attività , senza nessuno controllo e senza il superamento del famigerato  esame di ammissione.

Ovviamente , tra gli Agenti reinseriti nell’albo nazionale , dopo 3 anni 3 mese e 13 giorni di assenza ci sono anche io, e lo dico con un pizzico d’orgoglio, a mio modo di vedere è stato posto rimedio ad un torto subito a suo tempo, ed è altresì’ un riconoscimento per i sacrifici fatti e le difficoltà superate nel corso di tanti anni, per me e per gli altri iscritti prima dell’ormai noto 1.04.2018: un grande ringraziamento va in questo senso alla IAFA Italian Associaton of Football Agents , l’associazione, di cui anche io faccio parte, nata per far valere i diritti degli agenti iscritti all’albo in virtù’ del superamento dell’esame di idoneità , e per dare forza , vigore e dignità alla categoria.

Qui di seguito il link per poter visualizzare il registro ieri pubblicato: http://www.figc.it/other/RegistroAgenti/registro_agenti.pdf